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13 marzo 2007
posted by Federica at 5:51 PM | Permalink
BUDAPEST

Ho visto la città dal suo punto più alto.
Ho navigato di notte sul Danubio.
Ho visto da un battello le mille luci della Budapest notturna.
Ho parlato con un senzatetto.
Ho lasciato che il vento e la pioggia mi soffiassero addosso senza giacca nè felpa.
Ho fatto da interprete tra la prof e una guardia del Parlamento per farci entrare.
Ho pianto in silenzio durante la notte.
Ho fumato una sigaretta.
Ho osservato il fiume seduta su un muretto alto una decina di metri ed era come volare.
Ho odiato amici importanti.
Ho mangiato del gulasch e l'ho trovato delizioso.
Ho giocato a lupus per delle ore e ci siamo divertiti come dei cretini.
Ho imitato il dottor Zoidberg di notte nel corridoio dell'hotel con in testa una maschera da formica.
Ho fatto scherzi ai miei compagni.
Ho cercato e trovato conforto nelle braccia e nelle parole di un ragazzo per un giorno intero.
Ho desiderato che questa maledetta gita finisse il più presto possibile.
Ho desiderato che questa ultima gita non finisse mai.
Ho lasciato una realtà che non era la mia per rigettarmi in una che sento ancora meno tale.
Ho fatto ritorno in una Brianza che non ha altro da darmi se non botte, calci, e pugnalate.
 



4 Comments:


At 6:48 PM, Anonymous Anonimo

Siamo semplicemente dalla parte sbagliata della barricata, la parte ovest.
Dovremmo smettere di puntare l'attenione su ciò che ci manca e valorizzare ciò che abbiamo.


Sai, mi piacerebbe sapere cosa ti ha detto il senzatetto, cosa ti è rimasto dentro di questo incontro.

Prima o poi ci farò un salto a Budapest.

 

At 7:31 PM, Blogger L'errante

quella baldracca di una brianza.
la nebbia ti confonde e speri che riuscirai a crescere con la stessa rapidità con cui lei sale sulla campagna.
No la brianza non è posto per crescere.
La fatica e la gioia del Viaggiare mi hanno detto questo.
Però il vento soffia anche qui, soffia e scivola sulla banalità e si ferma su quello a cui si tiene. E come il vento trattiene e disperde senza mai essere aria, così con la terra natia : tenere le cose importanti e sparpagliare le altre per dimenticarsene. Il vento, in ogni dove, anche in briaza, conserva la voce della magnolia e le risa degli amici.

 

At 7:59 PM, Blogger dad

Aaaah... Mi soffermerei in particolar modo sulla Magnolia Stellata, ha un profumo inebriante... Prova con qualche fiore tra i capelli.

 

At 9:21 PM, Anonymous Anonimo

La Brianza a volte è proprio infida...